Nella memoria e nella storia dei popoli

La tradizione vuole che il centro storico di Nocara, arroccato su una collina a 500 metri di quota, sia stato fondato sull’antica città magnogreca di Lagaria.

Questo itinerario farà scoprire la storia e le bellezze di un angolo di Calabria che dal mare arriva fino ai confini con la Basilicata. Un viaggio che tocca diversi periodi storici, dall’epoca dell’antico popolo dei Lucani all’età ellenistica, dal periodo romano al Medioevo, e che, tra scavi archeologici, antiche città, castelli e conventi trasporta nell’essenza della cultura del popolo dell’Alto Jonio Cosentino.

Si parte dalla località marina di Rocca Imperiale con la sua torre di avvistamento che allertava la popolazione dalle incursioni saracene. Dopo una breve visita alla Chiesa della Madonna della Nova, si tocca Rocca Imperiale ed il suo imponente Castello. Lungo il tragitto si ammira il paesaggio dei limoneti sul torrente Canna fino a giungere al borgo omonimo, per ammirare gli antichi mulini sul fiume e il Palazzo Ielpo. Si cammina poi tra i boschi nella zona di Nocara alla ricerca delle rovine dell’antica Presinace, sul monte di Serra Maiori o Maggiore e nella zona di Armi Sant’Angelo; in seguito il percorso tocca suggestivi luoghi monastici come Santa Maria degli Antropici o antiche chiese come la Madonna della Nova nel territorio di Rocca Imperiale e la Chiesa Madre di Oriolo dedicata a San Giorgio, per condurre alla scoperta di bellezze architettoniche davvero uniche. Una delle strutture più significative, attualmente ben conservata, è certamente il castello-fortezza di Oriolo dove è possibile visitare un’esposizione di affascinanti abiti d’epoca. Si può quindi avvicinare e vivere l’antica civiltà lucana nella grande fattoria di Montegiordano, per poi concludere l’itinerario sulla costa, a Marina di Montegiordano.

L’itinerario

Località di partenza: Rocca Imperiale Marina
Località di arrivo: Montegiordano Marina
Località intermedie e chilometraggio parziale:
Rocca Imperiale Marina – Contrada le Cesine 4 km
Contrada Le Cesine – Rocca Imperiale 7,2 km
Rocca Imperiale – Canna 10,2 km
Canna – Nocara 7,7 km
Nocara – Oriolo 15,4 km
Oriolo – Montegiordano 12,3 km
Montegiordano – Montegiordano Marina 7 km
Chilometraggio totale: 63,8 km

Come Arrivare:Autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita di Palagiano, segue SS.106 Jonica fino a Rocca Imperiale. A3 uscita Sicignano-Potenza-Metaponto e SS.106 Jonica. A3 Salerno-Reggio Calabria,  uscita  di Frascineto-Castrovillari-Sibari  proseguendo poi  fino a Villapiana  Scalo  e  risalendo  infine  lungo  la SS.106, che corre parallela alla costa jonica per circa 40 chilometri.

Dettaglio del Castello di Rocca Imperiale, antica fortezza medievale più volte ricostruita nel corso dei secoli

L’ itinerario parte dalla frazione di Rocca Imperiale Marina, pregiata meta turistica estiva che si affaccia sul mar Jonio per 7 chilometri.
La Marina di Rocca dista appena 4 chilometri dal centro storico, è ricca di stabilimenti balneari e offre innumerevoli occasioni di svago in tutto il periodo estivo. Nelle immediate vicinanze del lungomare, di particolare interesse sono la Torre di avvistamento a pianta quadrangolare e il grande magazzino costruito nel 1731 dal duca Crivelli. All’estremità nord del lungomare il parco pubblico è attrezzato con tavolini e panche. Oltrepassata la ferrovia, si procede in direzione sud-ovest su Via Taranto per circa 900 metri fino a trovare l’indicazione per la Chiesa della Madonna della Nova, edificata in contrada Le Cesine. La strada panoramica s’inerpica per circa 3,2 chilometri attraversando da ambo i lati piantagioni di limoni (il tipico “Oro di Federico”) e di albicocche. Sul lato sinistro le distese di limoneti, l’alveo del torrente Canna e, sullo sfondo, il panorama di Rocca Imperiale con l’imponente Castello Svevo. La piccola chiesetta è dedicata alla Madonna della Nova, santa patrona di Rocca, che la tradizione vuole edificata in contrada Le Cesine da un principe pellegrino, naufragato lungo le coste joniche intorno al 1400. La zona, oltre che per la produzione di pregiata uva da vino e da tavola, è un importante sito d’interesse archeologico per i rinvenimenti di ruderi di fabbriche a condutture laterizie.

Percorrendo a ritroso la stessa strada, si ritorna su Via Taranto a Marina di Rocca, si prende a destra per Via Mare e si prosegue sempre dritti in direzione Centro per 3,2 chilometri fino a Rocca Imperiale.
Prima di inoltrarsi nei vicoletti, è consigliata la visita al complesso museale ospitato all’interno dell’antico monastero dei Frati Osservanti. Ci sono molte esposizioni da poter ammirare. Si spazia dal Museo delle cere a quello medievale, dal Museo mitologico a quello del mare. Sovrasta il paese, l’antico castello di Federico II. Il maniero appare come un’imponente nave di pietra circondata da un muro di cinta che forma il profondo fossato con il ponte levatoio. All’interno si possono ancora ammirare le scuderie, i saloni e gli ambienti reali. Nel centro di Rocca da visitare la Chiesa Madre, che ospita al suo interno un pregevole crocefisso ligneo e una raffigurazione del Cristo.

Dal centro storico prendere Via Fornace e proseguire sempre diritti per circa 4,3 chilometri fino ad arrivare all’incrocio con la SP .147.
Una volta sull’incrocio si può compiere una piccola deviazione per scoprire i siti archeologici di Timpone del Crocifisso. Prendere quindi la strada di fronte e percorrerla per circa 3 chilometri, mantenendo la sinistra, fino a scorgere la Masseria Destra, un bell’esempio di costruzione padronale seicentesca.

Per proseguire verso Canna, tornare indietro fino alla strada provinciale, svoltare a destra in direzione Canna. Percorrere la strada per circa 6 chilometri.

Palazzo di Canna

Canna è un piacevole ed ospitale paese di circa 800 abitanti, che conserva perfettamente le proprie tradizioni. Attualmente si presenta come un borgo di origini medievali, ricco nel centro storico di elementi rinascimentali, barocchi e neoclassici, con un grazioso saliscendi di vicoletti dove è possibile respirare i profumi della cucina tradizionale. Da visitare la Chiesa dell’Immacolata, risalente al Cinquecento, che custodisce all’interno alcuni elementi di pregio come il fonte battesimale, la decorazione originale e opere di artisti locali. Numerosi e imponenti i palazzi storici, la maggior parte privati, di cui è possibile ammirare le facciate e gli stemmi nobiliari. Il territorio di Canna è immerso nel verde del bosco di Commaroso, luogo di relax e silenzio dove è possibile effettuare escursioni osservando gli antichi mulini ad acqua disseminati sulle sponde del torrente Canna. Nel Palazzo Ielpo è tuttora custodito un mulino a carbone risalente al 1901.

Proseguendo sulla SP .147 Oriolo Scalo-Rocca Imperiale si raggiunge il borgo di Nocara lungo una strada altamente panoramica.
Si tramanda che l’attuale centro, di circa 500 abitanti, sorga su un insediamento più antico, Lagaria, fondata da Epeo, il noto costruttore del cavallo di Troia e reduce dalla famosissima battaglia. Forse luogo di origine di Ponzio Pilato, leggenda vuole che la zona fosse abitata anticamente dai giganti. Da visitare la Chiesa di San Nicola di Bari, che si trova nella parte est dell’abitato e al cui interno si possono ammirare le tele dell’Annunciazione e della Madonna col Bambino tra i Santi Giuseppe e Nicola, di origine settecentesca. Nella parte alta, nel luogo in cui sorgeva il Castello, restano solo una piazza e alcune tracce di muri. Da qui si ammira il panorama da Serra Maiori fino al mare. Il municipio custodisce il Museo Epeo dedicato all’eroe di Troia, con opere di artisti locali e materiale fotografico d’epoca. Ritornando sulla SP .147, all’incrocio si può deviare brevemente per circa 4 chilometri per visitare l’area archeologica di Serra Maiori. Lungo il tragitto s’incontra una piccola area picnic attrezzata e, più avanti, in località Armi di Sant’Angelo, una spettacolare rupe calcarea dove sono stati rinvenuti molti reperti di età ellenistica. Terminata la strada asfaltata bisogna proseguire a piedi fin sulla vetta di Serra Maiori, dove tra la vegetazione si trovano i resti dell’antica città di Presinace, un centro di rilevante importanza che un tempo estendeva la sua influenza da Nocara a Favale, l’odierna Valsinni, fino al litorale jonico.

Ripercorrere la stessa via fino a ritornare all’incrocio per Nocara sulla strada provinciale e proseguire in direzione di Oriolo.
Dopo circa 1 chilometro, si consiglia la deviazione sulla destra per il Monastero di Santa Maria degli Antropici. La strada scende per circa 3,5 chilometri fino ad arrivare al complesso monastico. Tradizione vuole che la Madonna degli Antropici, posta al centro dell’altare, sia stata trovata in una grotta nel bosco che sovrasta il convento. La chiesa annessa al monastero risale, alla prima metà dell’XI secolo. Lo stabile in questione può proporsi come struttura ricettiva in grado di ospitare fino a 25 avventori. L ’incanto, la magia ed il mistero del posto finiscono per fondersi, rendendo questi luoghi meravigliosi e in grado di sorprendere chiunque. Tornati al bivio si prosegue per Oriolo. Dopo 5,2 chilometri si svolta a destra seguendo l’indicazione Serra Salice (percorso alternativo in quanto al momento della stampa della monografia – anno 2012 – la strada principale risulta interrotta a causa di movimenti franosi).

Proseguire sempre diritti per circa 6,1 km fino ad arrivare sulla SS.481. All’incrocio svoltare a sinistra e proseguire in direzione Oriolo per 4 chilometri.

Ingresso del Museo della Civiltà Contadina di Oriolo

L’occhio s’imbatte in un agglomerato di case a guardia della valle del Ferro: sono ben visibili un torrione di notevoli proporzioni e una struttura urbana medioevale, omogenea e ben conservata, risalente agli inizi dell’anno Mille: la Cittadella. Il Castello, opera dei Sanseverino, costruito per difendersi dalle invasioni saracene, è adornato di affreschi e custodisce una mostra di abiti che spaziano dai costumi medievali fino a quelli rinascimentali. Adiacente al maschio si trova la Chiesa Madre dedicata a San Giorgio, con all’interno la Madonna con Bambino risalente al 1581. A guardia del portone d’ingresso sono due leoni del 1264. Fuori del centro abitato, percorrendo la statale SS.481 in direzione Taranto, a circa 4 chilometri, in località Santo Stefano si trova il Palazzo Santo Stefano del 1600, una delle residenze estive della famiglia Pignone del Carretto, che conserva numerosi affreschi e portali che provengono dal Palazzo reale di Napoli. Sempre a Oriolo si segnala la stazione sismica fondata nel 1978 dal prof. Vincenzo Toscani: dal 1981 è una delle stazioni sismiche scelte per lo studio della magnitudo per l’Italia Meridionale, Sicilia, Jonio, Albania (CNR- Progetto finalizzato Geodinamica).

Nell’abitato di Oriolo, si segue la strada che costeggia la Stazione dei Carabinieri e dopo aver percorso la via che sostituisce la strada statale franata, si ritorna sulla SP .417.Giunti al bivio, svoltare a sinistra per la SP .149 e seguire l’indicazione per Montegiordano.

Scorci del passato rivivono lungo le strade del borgo di Canna

Nel borgo di pregevole interesse è la Chiesa Madre dedicata a S. Antonio da Padova, sorta sulle rovine della chiesa del Duecento, distrutta nel 1936 e riedificata nel 1972. Sono visibili un altare in marmo con intarsi neri e un crocifisso con i simboli degli antichi mestieri del paese. Uscendo da Montegiordano, sempre sulla strada SS.149, a circa 4,6 chilometri, svoltare per Via del Carmine in località Piano delle Rose. Qui si può fare una sosta per ammirare il Castello – costruito dai Pignone – che si trova su un’altura sopra Montegiordano Marina. Accanto al cortile interno con il pozzo centrale sono disposti vasti saloni, mentre poco sotto il castello è situata la chiesetta gentilizia della Madonna del Carmine.

La strada scende verso la frazione di Montegiordano Marina, che si sviluppa sulla costa jonica.
La cittadina è particolarmente viva nei mesi estivi, e costituisce la meta finale del nostro itinerario.

La Madonna della Nova

La cappella di Santa Maria della Nova sorge in località Le Cesine. Si tramanda fosse stata edificata intorno al 1400 da un principe pellegrino che, dopo essere naufragato sulle coste joniche, passò la sua vita sull’altura dove sorge la chiesa per farvi penitenza di ringraziamento. Nella cappella è conservato il dipinto ad olio su tela dell’immagine della Madonna della Nova, che rappresenta la visita della Vergine Maria alla cugina Elisabetta. I festeggiamenti avvengono ogni anno nei giorni 1 e 2 luglio. Approfondisci

Santa Maria degli Antropici

Il monastero costruito nel XVII secolo, dopo la ristrutturazione conclusasi solo di recente, può rappresentare il fiore all’occhiello per il territorio di Nocara. Vi si venera la statua della Madonna con Bambino. Sulla facciata si osserva il portale con arco a tutto sesto inscritto in un rettangolo in pietra. Nel cortile si conservano resti di affreschi della Madonna con Bambino, un vescovo e un cuore trafitto da una freccia, incorniciati con ghirlande composte da foglie stilizzate d’acanto. Durante i recenti lavori di restauro è venuto alla luce un affresco che rappresenta la Madonna del Latte.

Il Castello di Oriolo

L’abitato di Oriolo è dominato dall’imponente castello.

Oriolo per la sua strategica posizione acquisì il ruolo di centro di controllo a nord della Calabria, per cui venne edificato il castello e l’imponente cinta muraria. Il Castello è di origine normanna con impianto quadrangolare. Maestoso il torrione quadrato e le torrette cilindriche perimetrali. Fu possedimento di Svevi, Angioini, Aragonesi, dei principi Sanseverino e dei Lopes Vergara. Sulla porta vi è lo stemma iscritto dei Pignoni del Carretto, nobile famiglia che lo possedette nei secoli XVI e XVII. L’edificio rimase seriamente danneggiato dal terribile terremoto del 1693 che devastò l’intera Calabria.

Museo Epeo di Nocara

Mostra fotografica con volti e luoghi di Nocara anni ’70.

Il museo ospita in forma stabile la mostra del pittore italo-argentino Tommaso di Taranto, della pittrice americana Shirley Moskowitz, una sezione di sculture di scuola argentina e una mostra di fotografie che ci mostrano volti e luoghi di Nocara anni ’70. Una sezione è completamente dedicata alla cultura contadina. All’ingresso del museo si può ammirare “la Palla dei Ciclopi”: la particolarità orografica del territorio di Nocara ha alimentato la leggenda secondo la quale i ciclopi dall’altopiano giocassero a palle con lanci fino a mare. Approfondisci

Appunti di viaggio

Municipio Canna

Palazzo di Città Via Nicholas Green 87070 Canna (Cs) Telefono: 0981934000 Fax: 0981934291 protocollo.canna@asmepec.it www.comune.canna.cs.it
Da visitare:
  • Siti archeologici di Timpone del Crocifisso e di Masseria Destra
  • Chiesa dell'Immacolata
  • bosco Commaroso
  • Palazzo Ielpo

Municipio Montegiordano

Palazzo di Città Via Giovanni XXIII, 31 87070 Montegiordano (Cs) Telefono: 0981932002 Fax: 0981932003 sindaco.montegiordano.cs@legalmail.it www.comune.montegiordano.cs.it

Pro Loco Montegiordano

Telefono: 0981932247 www.montegiordanoproloco.org/proloco/
Da visitare:
  • Castello
  • Contrada Manzinara
  • Chiesa Madre di Sant’Antonio

Municipio Nocara

Palazzo di Città Via Polmo, 8 87070 Nocara (Cs) Telefono e Fax 0981934442 info.comune.nocara.cs@asmepec.it www.comune.nocara.cs.it
Da visitare:
  • Chiesa Madre di san Nicola di Bari
  • Convento di Santa Maria degli Antropici
  • zona archeologica Serra Maiori
  • Antiquarium
  • Armi di Sant'Angelo
  • Museo Epeo

Municipio Oriolo

Palazzo di Città Via Pietro Toscani, 75 87073 Oriolo (Cs) Telefono: 0981930871 Fax: 0981930870 info.comune.oriolo.cs@asmepec.it www.comune.oriolo.cs.it
Da visitare
  • Castello
  • Chiesa Madre di San Giorgio
  • Museo della Civiltà Contadina

Municipio Rocca Imperiale

Palazzo di Città Via Castello Aragona 87074 Rocca Imperiale (Cs) Telefono: 0981936391 Fax: 0981936365 www.comune.roccaimperiale.cs.it

Pro Loco Rocca Imperiale

Pro loco c/o Delegazione Municipale Via Sibari 87074 Rocca Imperiale (Cs) Cell. 3388440549 info@prolocoroccaimperiale.it
Da visitare:
  • Castello Svevo
  • Chiesa Madre
  • zona archeologica
  • Murge Santa Caterina
  • Complesso Museale
  • Chiesa di Santa Maria della Nova