Natura e archeologia

La Torre Spaccata di Amendolara si staglia sul Golfo di Sibari, a testimonianza di una grande rete di fortificazioni difensive medievali presenti lungo tutta la costa dell’Alto Jonio Cosentino.

Un itinerario che ci porta alla scoperta dei castelli di Federico II e delle torri di guardia sul mare, fino alle origini di quella che potrebbe essere la città di Lagaria; dal mare puntando ai boschi del Monte Sparviere fino a ritornare alla costa tra i suggestivi giardini di Trebisacce.

Partendo dalla costa, nel tratto di mare tra Roseto Capo Spulico e Amendolara, uno dei più puliti d’Italia, questo affascinante percorso punta verso il meraviglioso Castello Petrae Roseti, toccando poi le Torri Spaccata, del Saraceno e di Albidona per comprendere al meglio il sistema difensivo della costa dall’attacco dei pirati saraceni. Sulla strada per Amendolara si può visitare il sito archeologico che forse corrisponde all’antica città di Lagaria e le cisterne romane disseminate nella zona, facenti parte della stazione di sosta Statium ad Vicesimum. Alcuni dei reperti rinvenuti nell’area si possono ammirare nel Museo archeologico statale Vincenzo Laviola di Amendolara. Ci si inoltra tra i boschi dei monti Straface e Mostarico per poi compiere brevi escursioni sullo Sparviere, uno dei più alti rilievi della catena del Pollino. Nei boschi Difisella e Spinazzeta difficilmente si resiste alla tentazione di compiere appaganti escursioni a piedi, mentre alcune aziende agricole presenti lungo l’itinerario sono un irresistibile invito a gustare i piatti tipici della tradizione calabrese, scoprendo gli usi e i costumi contadini della zona. A Castroregio ci si immerge nell’affascinante cultura tradizionale albanese, per raggiungere infine Trebisacce, tra i colorati e profumati giardini del “Biondo Tardivo”, la tipica arancia pregiata, e tornare quindi al punto di partenza.

L’itinerario

Località di partenza e arrivo: Marina di Roseto Capo Spulico
Località intermedie e chilometraggio parziale:
Marina di Roseto Capo Spulico – Torre Spaccata di Amendolara 3,3 km
Torre Spaccata di Amendolara – Marina di Amendolara 2 km
Marina di Amendolara – Amendolara centro 4 km
Amendolara centro – Castroregio 15,4 km
Castroregio – Alessandria del Carretto 17 km
Alessandria del Carretto – Albidona 15,6 km
Albidona – Trebisacce 15 km
Trebisacce – Torre del Saraceno 5,8 km
Torre del Saraceno – Marina di Roseto Capo Spulico 27 km
Chilometraggio totale: 105,1 km

Come arrivare: Autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita di Palagiano, segue SS.106 Ionica fino a Roseto Capo Spulico. A3 uscita Sicignano-Potenza-Metaponto e SS.106 Ionica.  A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di FrascinetoCastrovillari-Sibari proseguendo poi fino a Villapiana Scalo e risalendo infine lungo la SS.106 fino a Roseto Capo Spulico.

L’inizio dell’itinerario è Marina di Roseto Capo Spulico.

Castrum Petrae Roseti

Il lungomare degli Achei, lungo circa 1,5 chilometri, è il cuore pulsante del turismo estivo della zona. Il Castello detto Petrae Roseti, a picco sul mare, fu edificato in epoca normanna e poi ricostruito da Federico II nel XIII secolo. Sulla spiaggia sottostante si può ammirare il curioso Scoglio a incudine, simbolo di Roseto e dell’Alto Jonio. Significativa è anche la presenza di torri di avvistamento costiere costruite tra il XV ed il XVI secolo; la più vicina è la Torre Spaccata nel territorio di Amendolara.

 

Sull’incrocio con la SS.106, svoltare a sinistra in direzione di Amendolara. Dopo 3,3 chilometri svoltare a sinistra seguendo l’indicazione per il mare in Contrada Colfari.
Qui si può ammirare la Torre Spaccata. La torre fu costruita da Fabrizio Pignatelli nel 1517 ed era utilizzata per l’avvistamento delle navi dei pirati saraceni. Qualora vi fosse stato l’avvistamento, il nemico veniva segnalato al Castello di Roseto, alla Torre di Albidona e alle altre torri sulla costa.

Ritornando sulla SS.106, la prossima tappa è Marina di Amendolara. Sempre procedendo sulla sinistra, dopo circa 2 chilometri imboccare l’uscita di Amendolara e portarsi su Viale Lagaria, il corso principale della Marina.

A circa 12 miglia dalla costa e ad una ventina di metri di profondità, la Secca di Amendolara è un tipico esempio di “sea-mount”. Il banco ha una conformazione quasi circolare di oltre 12 miglia quadrate (31 km2), ed era nota ai pescatori locali per la quantità e la qualità del pesce. Da non perdere per gli amanti della subacquea.

Procedendo su Viale Lagaria, sulla destra prendere la strada che sale verso Amendolara.

Cappella dell’Annunziata

A pochi metri dall’incrocio svoltare a destra seguendo le indicazioni per Masseria Lista. Qui è il Piano della Lista dove in epoca romana era situata la stazione di sosta Statio ad Vicesimum (venti miglia dalla città di Thurii). Oggi si possono ancora ammirare le mura della stazione, le tracce di insediamenti romani e i resti di un imponente acquedotto. Proseguendo sulla strada che sale verso Amendolara, a circa 1,3 chilometri dalla Masseria Lista, sulla destra si scorgerà la piccola chiesetta dell’Annunziata, costruita tra il IX ed il X secolo su un tempio pagano. Al suo interno sono visibili alcuni affreschi tra cui la Madonna con Bambino ed il Cristo Pantocrator, mentre all’esterno si notano i resti di una grossa cisterna romana. Procedendo in direzione Amendolara, dopo circa 800 metri sulla sinistra si trova una stradina che porta alla Cappella di San Giuseppe, una Chiesa su pianta bizantina che sorge sui resti di una precedente costruzione. Giunti ad Amendolara si può lasciare l’auto in Piazza Giovanni XIII e girare a piedi il centro storico. Nei pressi della sopracitata piazza, vi è il Museo Archeologico Laviola, che custodisce i reperti giunti da numerosi scavi effettuati nella zona dell’Alto Jonio. Vi è una raccolta di interessanti testimonianze provenienti dal territorio di Amendolara suddivise per cronologia (dalla protostoria all’età medievale).

Chiesa di Santa Maria ad Amendolara

Fiore all’occhiello del Museo Laviola è la collezione di ritrovamenti originari di circa 250 corredi funerari. Nel centro storico, interessante è la Chiesa di Santa Maria sita nel Rione Vecchio; risalente al periodo del IX e X secolo, fu costruita su un preesistente tempio greco e conserva ancora la cupola in perfetto stile bizantino. Nel centro storico vi è la Chiesa Madre dedicata a Santa Margherita di epoca romanica e non lontano il Castello, costruito tra l’VIII ed il IX secolo sui ruderi di una roccaforte longobarda. Restaurato da Federico II di Svevia, diventò un’importante residenza tra la Calabria e la Puglia. Recuperata l’auto e percorsa Via Vittorio Veneto per 200 metri, sulla sinistra è visibile la Chiesa di Santa Lucia costruita dall’artista amendolarese Sassone nel 1960 ed adornata al suo interno da pregevoli opere dello stesso artista. Ha sostituito l’antica Chiesa bizantina di S. Lucia, i cui ruderi si trovano nelle vicinanze. Proseguendo in auto lungo la SP .266, dopo circa 2 chilometri svoltare a destra, fino alla località San Giovanni in Contrada Torre Regina. Percorrere la stradina per circa 700 metri e mantenere la destra fino ad arrivare alle prime case. Si consiglia di lasciare l’auto qui e di proseguire a piedi. Sulla destra sono visibili i resti delle mura della Chiesa di San Giovanni o Chiesa Armena costruita nel X secolo. A piedi si raggiunge il Pianoro di San Nicola dove, da scavi archeologici effettuati nel 1960, si scoprì la presenza di una grande città greca fondata nel VII secolo a.C. che potrebbe essere quella di Lagaria e che si estendeva su una cinquantina di ettari. I numerosi reperti sono custoditi nel Museo Laviola di Amendolara. Ritornando sulla SP .266 dopo 6 chilometri si arriva in Località Pietra Stoppa e da qui seguendo le indicazioni si prende la stradina sulla sinistra che porta al Bosco di Straface, fitto di querce e pini. Essendo una stradina di montagna, il fondo si presenta a tratti disconnesso. Dopo circa 4,8 chilometri e a circa 800 metri d’altitudine, si giunge nei pressi della Chiesa della Madonna delle Grazie, completamente immersa nel verde e luogo ideale per partire per escursioni e passeggiate nel bosco di Straface. Un’altra serie di percorsi a piedi consigliabile è al Timpone Vetrici, che dispone di un’area verde attrezzata.

Ripercorrendo la stessa strada, si ritorna sulla SP .266 e si svolta a sinistra seguendo l’indicazione Castroregio.
Dopo aver percorso la panoramica strada per 8,9 chilometri, dalla quale si ammira il paesaggio del fiume Ferro, si arriva in questo piccolo borgo di origini albanesi, che, situato sulla sommità di un monte, conserva la caratteristica delle costruzioni in pietra e dei vicoletti percorribili solamente a piedi. Da visitare la seicentesca Chiesa dedicata alla Madonna della Neve, nel bosco foresta a circa 3,2 chilometri dal centro abitato. Per raggiungerla imboccare la SP .155 e seguire le indicazioni sino alla chiesetta nel bosco. La natura circostante è di una bellezza unica, caratterizzata da grossi massi sparsi fra l’erba, che sembrano piovuti dal cielo. Il bosco è attrezzato con aree pic-nic e campetti da tennis ed è ricco di vegetazione, cerri, roveri ed elci, con il suggestivo laghetto che si forma per le piogge invernali.

Per proseguire in direzione Alessandria del Carretto vi sono due possibilità. La prima è quella di continuare a percorrere la strada nel bosco, recentemente asfaltata, fino all’uscita dopo 3 chilometri sulla strada provinciale SP .153 e proseguendo poi sulla destra per 11,8 chilometri. La seconda possibilità consiste nel ritornare indietro fino all’incrocio, svoltare a sinistra e percorrere la SP .155 in direzione Alessandria del Carretto per 12,2 chilometri.

Raffigurazione di Papa Alessandro I Martire, lungo le strade di Alessandria del Carretto.

Il borgo è visibile dalla strada e si trova sulla linea del maestoso Monte Sparviere (m 1714), uno dei più alti rilievi della catena del Pollino. Nel centro abitato sono visitabili la Chiesa di S. Alessandro, considerata una delle più interessanti dell’Alto Jonio Cosentino, e il Museo di Storia della Cardiochirurgia della famiglia Chidichimo. Di particolare interesse sono la festa della Pita, che si tiene nel mese di aprile legata ai riti arborei ed il Festival delle Culture Tradizionali “Radicazioni” che si tiene nel mese di agosto e che fa confluire nel piccolo borgo migliaia di turisti. A ridosso del centro abitato di Alessandria ci si può inoltrare tra i boschi di cerri nella zona Difisella e abeti nella Spinazzeta. Percorrendo la strada montana per circa 5 chilometri si raggiunge il rifugio Tappaiolo, dove è presente un laghetto artificiale ed un’area pic-nic attrezzata.

Museo Chidichimo.

Lasciata l’auto al rifugio, da qui possono partire le escursioni a piedi. In 30 minuti di cammino, si possono raggiungere le pendici dello Sparviere, tra cui la località Lagofarano dove il paesaggio è davvero maestoso. Lungo la strada del rifugio Tappaiolo, presso l’Azienda Agricola Arvia, in contrada Cropani di Matteo è possibile ammirare l’esposizione di utensili rurali e gustare i saporiti prodotti tipici. In prossimità del rifugio si trova la Chiesa della Madonna dello Sparviere edificata negli anni ’80 del Novecento. Dopo le escursioni montane si ripartirà da Alessandria del Carretto alla volta di Albidona.

Ripercorrere a ritroso la SP .153 Albidona – Alessandria e proseguire per circa 18 chilometri fino al paese di Albidona.
Albidona è un piccolo paese che sembra sia stato fondato da un gruppo di profughi della guerra di Troia guidati dall’indovino Calcante. Da visitare la Chiesa Madre di San Michele Arcangelo posta nel punto più alto del paese, la piazza del Castello, la suggestiva cappella della Madonna del Cafaro, appena fuori il paese e la Torre di Albidona che si affaccia sul mare. Non può mancare l’assaggio del famoso salame crudo, inserito nelle specialità calabresi. La prossima tappa è Trebisacce, la città delle arance.

Proseguire in direzione Contrada Mostarico e scendere a valle per circa 11 chilometri. La strada è a tratti disconnessa e per circa due chilometri su fondo sterrato.

Cinta muraria del Bastione di Trebisacce.

A Trebisacce è possibile visitare il centro storico con la Chiesa Madre di San Nicola di Mira in cui si ammira la Pala settecentesca raffigurante la SS. Trinità e il crocifisso ligneo del 1400. Sovrastano la città i Bastioni, la vecchia cinta muraria un tempo accessibile da quattro porte di cui rimane oggi quella dell’Annunziata. I Bastioni sono anche un balcone sull’Alto Jonio da cui si può ammirare uno splendido panorama.

Dal centro storico, portarsi alla Marina e percorrere Via Alfredo Lutri imboccando poi Viale Kennedy in direzione Villapiana per circa 2 chilometri fino a scorgere sulla destra la Torre del Saraceno. All’incrocio, svoltare a destra per arrivare nei suoi pressi.
Dopo aver ammirato la Torre detta anche Saracena, parte importante del sistema difensivo del passato, tappa obbligatoria (a piedi o in bicicletta) è ai Giardini del Biondo Tardivo, le famose arance di Trebisacce. Per arrivare ai Giardini, ritornare indietro in direzione Trebisacce per circa 500 metri. All’incrocio con indicazione Cosenza e Autostrada svoltare a sinistra e percorrere la strada per qualche centinaio di metri. I Giardini sono sulla destra e basta prendere qualsiasi traversa per percorrere le strette stradine panoramiche in mezzo agli aranceti. Dopo la visita agli aranceti o, come si suol dire da queste parti, alle “vigne”, riprendere l’auto, procedere per circa 1 chilometro in direzione nord-ovest fino all’incrocio con direzione Via degli Aranceti. Svoltare leggermente a sinistra e dopo circa 100 metri svoltare ancora a sinistra. Mantenendo la sinistra, percorrere la stradina per circa 750 metri fino ad arrivare in prossimità dell’area archeologica Broglio. L’area Broglio è una zona di rinvenimenti archeologici che hanno portato alla luce una realtà abitativa che va dalla media età del bronzo all’VIII secolo a.C. Dal pianoro si ammira un paesaggio sensazionale che spazia dal golfo di Corigliano alla Piana di Sibari, dai monti della Sila al massiccio del Pollino. Ritornando sulla strada principale, svoltare a sinistra, dopo circa 1,5 chilometri, mantenendo sempre la sinistra, si raggiunge la Cappella di San Giuseppe. La chiesetta custodisce la statua del Santo e una serie di antichi paramenti sacri di pregevole fattura. All’esterno vi è un’area di verde attrezzato dove è possibile sostare e ammirare lo splendido panorama di Trebisacce.

L’itinerario termina seguendo la strada litoranea e tornando a Marina di Roseto Capo Spulico.

Pianoro di San Nicola

Con la fondazione della potente colonia greca di Sybaris, il centro abitato di Amendolara si trasferisce dalla collocazione attuale alla collina detta Pianoro di San Nicola. Recenti scavi archeologici hanno portato alla luce un antico insediamento databile all’VIII secolo a.C. Ai piedi della collina è stata trovata l’area della necropoli, dove sono state rinvenute numerose tombe con corredi funerari. Con la distruzione della colonia di Sybaris ad opera di Crotone nel 510 a.C., anche il nucleo abitativo di San Nicola scompare quasi improvvisamente. I reperti sono custoditi nel Museo Archeologico Nazionale Laviola di Amendolara. Amendolara nel XV secolo ha dato i natali a Facio Patarino, illustre scrittore e letterato, e Giulio Pomponio Leto, uno dei maggiori umanisti del suo tempo, profondo conoscitore del mondo classico e della cultura greco-latina. Il suo contributo maggiore al Rinascimento fu la fondazione dell’Accademia Romana. Approfondisci

Il Castello di Roseto Capo Spulico

Venne costruito intorno al X secolo e nel 1229 fu requisito da Federico II di Svevia ai Cavalieri Templari, per ritorsione al loro tradimento durante la VI crociata in Terra Santa. Sono presenti due possenti torri, una delle quali più alta, merlata e a pianta quadrangolare. All’interno vi sono un ampio cortile, con cisterna centrale, i resti delle scuderie, grandi saloni di rappresentanza e stanze arredate secondo lo stile medioevale; si narra che tra il 1204 e il 1253 abbiano ospitato la Sacra Sindone. Il castello è di proprietà privata ed ospita un ristorante con sala ricevimenti. Approfondisci

Bosco di Straface

È un luogo di rara bellezza a pochi chilometri da Amendolara. Situato a quota 800 circa, è ricco di querce e pini, lambito ai piedi dal torrente Straface. Immersa in questo verde troviamo la chiesetta della Madonna delle Grazie, dei ruderi medievali e un angolo anticamente battezzato dai boscaioli Trastullo, che nasconde tra gli alberi una sorgente d’acqua purissima. Luogo ideale da cui intraprendere escursioni e passeggiate a piedi, la prima domenica di settembre, quando si svolge la festa in onore della Madonna, si riempie di turisti e fedeli.

Appunti di viaggio

Municipio Albidona

Palazzo di Città Vico II Principe Umberto 87070 Albidona (Cs) Telefono: 098152001 – 098152073 Fax 0981502868 comune.albidona.cs@legalmail.it www.comune.albidona.cs.it

Pro loco Albidona

Piazza Risorgimento 87070 Albidona (CS)
Da visitare:
  • Monte Mostarico
  • Chiesa Santa Maria del Cafaro
  • Chiesa Madre
  • Torre

Municipio Alessandria del Carretto

Palazzo di Città Piazza Municipio 87070 Alessandria del Carretto (CS) Telefono e fax: 098153006 – 098153290 alessandriadelcarretto@postecert.it www.comune.alessandriadelcarretto.cs.it
Da visitare:
  • Chiesa madre
  • Museo Chidichimo
  • Monte Sparviere
  • Rifugio Tappaiolo

Municipio Amendolara

Palazzo di Città Piazza Sassone, 3 87071 Amendolara (Cs) Telefono: 0981911050 Fax: 0981911900 www.comune.amendolara.cs.it
Da visitare:
  • Castello
  • Secca di Amendolara
  • Chiesa Madre
  • Opere Sassone
  • Bosco di Straface
  • Museo archeologico Vincenzo Laviola

Municipio Castroregio

Palazzo di Città Via Brigna, 15 87070 Castroregio (Cs) Telefono: 0981912015 www.comune.castroregio.cs.it
Da visitare:
  • Chiesa Madonna della Neve
  • bosco foresta
  • centro storico
  • frazione Farneta

Municipio Roseto Capo Spulico

Palazzo di Città Via N.Converti, 2 87070 Roseto Capo Spulico (Cs) Telefono: 0981913341 Fax: 0981913005 www.comune.rosetocapospulico.cs.it
Da visitare:
  • Castello
  • Museo Etnografico
  • Scoglio Incudine
  • lungomare
  • Chiesa di Santa Maria della Consolazione

Municipio Trebisacce

Palazzo di Città Piazza della Repubblica 87075 Trebisacce (Cs) Telefono: 0981550211 Fax: 098158388 statocivile.comunetrebisacce.cs@legalmail.it www.comune.trebisacce.cs.it
Da visitare:
  • Giardini
  • Chiesa Madre di San Nicola
  • Area archeologica Broglio
  • Bastioni
  • Museo etnografico Ludovico Noia