Fede e mitologia

La rocca che sovrasta l’abitato di Francavilla Marittima.

Un itinerario semplice e allo stesso tempo ricco di fascino che mostrerà l’entroterra dell’Alto Jonio Cosentino, immersi nella natura del Monte Sellaro fino ai paesaggi suggestivi del massiccio del Pollino. Alla scoperta di luoghi misteriosi e mitologici come l’Abisso del Bifurto o la Grotta delle Ninfe e di luoghi dello spirito come il Santuario di Santa Maria delle Armi.

Il nostro viaggio prende il via da Villapiana e segue il corso del torrente Satanasso, ricco di oleandri fioriti in primavera. Nella prima tappa si scopre il fascino culturale della deliziosa Plataci, percorrendo a piedi i vicoletti si ammirano i murales e si carpiscono i suoni e i sapori della tradizione albanese. Da Plataci, è possibile muoversi in direzione del Monte Sparviere e poi verso il Sellaro, fino ad un bivio che porta verso sinistra a Cerchiara, verso destra a San Lorenzo Bellizzi. Il percorso prosegue per il Santuario quattrocentesco di Santa Maria delle Armi, a quota 1050, nel fascino del mistero che circonda la sacra icona su pietra. Dal Santuario si gode di una stupenda vista panoramica della Piana di Sibari incastonata nel blu dello Jonio. In seguito, ai piedi del Monte Sellaro, ci si sposta a Cerchiara dove si trovano le profonde gole del Caldanello, considerate tra le più belle d’Italia. A Cerchiara si scopre l’arte bianca del pane, orgoglio e tradizione del paese che ancora oggi si trasmette di padre in figlio: qui il pane è diventato simbolo del territorio, essendone prodotto identitario. Lungo il tragitto è d’obbligo una breve sosta alla grotta delle Ninfe, sorgente di acqua termale già utilizzata dalle dame sibarite per i benefici effetti dei suoi fanghi sulla pelle, e all’abisso del Bifurto, una delle più profonde e misteriose gole carsiche del mondo, meta di esploratori e speleologi. Dopo le visite al Palazzo della Piana e al complesso di industrie sorte nelle immediate vicinanze, si procede verso Francavilla Marittima per visitare il Santuario della Beata Vergine degli Infermi. L’itinerario scende poi verso il mare toccando Villapiana Scalo e Torre Cerchiara per ritornare infine a Villapiana.

 L’itinerario

Località di partenza e arrivo: Villapiana
Località intermedie e chilometraggio parziale:
Villapiana – Plataci 11 km
Plataci – Abisso del Bifurto 17,4 km
Abisso del Bifurto – Santuario Santa Maria delle Armi 5,6 km
Santuario Santa Maria delle Armi – Cerchiara 12,1 km
Cerchiara – Francavilla Marittima 11,1 km
Francavilla Marittima – Villapiana Scalo 9,1 km
Villapiana Scalo – Villapiana 10,6 km
Chilometraggio totale: 76,9 km

Come Arrivare: Autostrada A14 Bologna-Taranto, uscita di Palagiano, segue SS.106 Jonica fino a Villapiana. A3 uscita Sicignano-Potenza-Metaponto e SS.106 Jonica. A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Frascineto-Castrovillari-Sibari proseguendo poi fino a Villapiana.

Ci troviamo a Villapiana, l’antica Leutermia dei greci.

Vista panoramica sull’abitato di Villapiana.

Di notevole interesse in paese è la Chiesa di S. Maria del Piano, edificata tra il XIII e XIV secolo ed inserita nell’elenco dei monumenti nazionali. La chiesa conserva diverse opere di pregio tra cui la statua lignea di S. Maria del Piano, un battistero litico trecentesco e due quadri in legno raffiguranti il Sangue di Cristo con Resurrezione e Profeti del XVI secolo. Partendo dal paese, ci spostiamo verso Plataci.

 

 

 

Seguendo la strada provinciale Plataci-Villapiana, dopo circa 11 chilometri si arriva nel comune di Plataci.

Busto del condottiero e patriota albanese Giorgio Castriota Scanderbeg.

Il borgo ha origini albanesi e conserva i costumi e la lingua originaria, oltre al rito greco bizantino. Girando per le vie del paese balzano subito agli occhi i murales che adornano i muri delle abitazioni. Scopo delle raffigurazioni è quello di dare risalto e visibilità alla cultura arbëreshe. I nomi delle strade, così come le targhe con i numeri delle case, sono bilingue.

Plataci imbiancata dalla neve.

Da visitare la Chiesa di San Giovanni Battista, edificio del Quattrocento, al cui interno sono conservate antiche statue processionali in legno. Nel periodo estivo è possibile imbattersi in un tradizionale matrimonio celebrato con rito greco-bizantino. Il territorio si trova nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino, le case sono sovrastate da un bosco conosciuto come “La Montagnola”. La strada, percorribile anche in auto, conduce tra querce, noci e ontani napoletani. Nella zona vi è anche un’attrezzata area pic-nic nei pressi della Cappella della Madonna degli Alberi. La prossima tappa attraversa le pendici del Monte Sparviere ed arriva all’abisso del Bifurto.

Dal centro del paese portarsi su Viale Sparviero e, mantenendo la sinistra, seguire la strada che s ’inerpica verso l’omonimo monte per circa 17,4 chilometri ed esce sulla SP .157.
Una volta sull’incrocio, ci si può fermare per compiere un’escursione al famoso abisso del Bifurto, cavità carsica che scende in profondità per circa 683 metri, occupando il quarantesimo posto tra le gole più profonde al mondo. Meta di esploratori, è considerata una delle più difficili escursioni speleologiche del Mezzogiorno, e si può arrivare fino alla bocca della gola seguendo l’itinerario a piedi. Per chi volesse intraprendere le escursioni a piedi delle gole del Raganello o per gli amanti dei voli in deltaplano e parapendio, si consiglia di arrivare al borgo di San Lorenzo Bellizzi. Il paese dista circa 6,8 chilometri dal Bifurto ed è situato proprio di fronte le gole del Raganello, nel cuore del versante calabrese del Parco del Pollino. Il centro abitato conserva le caratteristiche di centro rurale e custodisce la Chiesa della Madonna del Carmine con la statua lignea di Sant’Antonio.  Dal Bifurto, l’itinerario prosegue verso il luogo mistico del santuario di Santa Maria delle Armi.

Proseguire sulla SP .157 per 400 metri seguendo le indicazioni per il Santuario ed all’incrocio svoltare leggermente a sinistra proseguendo ancora per 5,2 chilometri ammirando sulla destra il panorama del massiccio del Pollino e sulla sinistra il Monte Sellaro.

Chiesa all’interno del Santuario di Santa Maria delle Armi a Cerchiara.

Il complesso monastico di Santa Maria delle Armi toglie il fiato per la sua maestosità: sorto su un antico santuario bizantino, custodisce al suo interno la Pietra Ovale con l’effigie della Madonna e numerosi affreschi di santi. Ripercorrendo a ritroso la strada, riportarsi sulla SP157 e, al bivio, svoltare a destra in direzione Cerchiara. Lungo la strada, nel pianoro del monte Sellaro, per gli amanti delle passeggiate si estende il bosco dell’Acqua Rossa, che per la precisione si trova in una zona di verde attrezzato da cui parte una pista di trekking che termina sulla parte più alta del Sellaro, da cui si scorge il panorama di Cerchiara.

 

Dopo circa 11,8 chilometri sulla SP .157 si arriva a Cerchiara.
Il paesaggio è maestoso ed è attraversato da gole profonde e sovrastato dal Monte Sellaro. Il paese, rinomato per la produzione del pane, ospita un apposito Museo del Pane che rappresenta un chiaro elemento identitario della comunità e preserva la storia della civiltà contadina della zona. Da visitare, inoltre, la quattrocentesca Chiesa di San Pietro, in cui sono presenti pregiate tele della Madonna con Bambino (sec. XVIII) e della Madonna del Rosario (sec. XVII). Dopo la visita di questo comune, l’itinerario prosegue alla volta di Francavilla Marittima. Percorrere la SP .162 per circa 11 chilometri. Lungo la strada, a circa 7 chilometri da Cerchiara, ci si può fermare alla grotta delle Ninfe, importante sito naturale termale alimentato dalle acque sulfuree. Nella suggestiva grotta è stata creata una piscina di acqua calda, nota agli antichi Sibariti e molto frequentata nel periodo estivo. Si narra che la grotta fosse la dimora della ninfa Calipso e in questa leggenda trova origine il poetico nome. Sempre sulla SP .162, più a valle, in località Piana di Cerchiara si può visitare il Palazzo della Piana, imponente struttura costruita dai Pignatelli nel 1600. Esso è dotato di una torre per difendere le coste dagli attacchi dei pirati, mentre attorno al complesso sorsero in seguito il mulino, il frantoio e il forno, affiancati da una delle prime industrie agricole della costa, quella della liquirizia. Nelle vicinanze, in Contrada Melizia, si può fare una sosta a gustare prodotti tipici e sapori del luogo presso le aziende Acampora e Filardi.

Dopo circa 2,2 chilometri, in prossimità dell’incrocio, svoltare a destra seguendo le indicazioni per Francavilla e percorrere un paio di chilometri fino a giungere in paese.

L’abitato di Francavilla Marittima, che si inerpica lungo le ripide pendici della Rocca.

Francavilla Marittima è un borgo di circa tremila abitanti posto su un’altura da cui è possibile ammirare la Piana di Sibari. Da visitare il Santuario della Beata Vergine degli Infermi, sorto sull’originaria cappella gentilizia dei duchi Serra di Cassano, da cui è derivato il culto dell’immagine miracolosa della Madonna degli Infermi ed i siti archeologici in località Timpone della Motta ed in località Macchiabate, grazie ai quali è stato possibile ricostruire le origini dell’antica Lagaria. Infatti, numerose necropoli con corredi funerari hanno indotto gli studiosi a ritenere il centro di Francavilla come uno dei più fiorenti e ricchi del passato. Immersa alle pendici del Monte Sellaro, si trova l’Azienda Agrituristica San Fele che rappresenta la tipica masseria calabrese di una volta. Da qui è possibile compiere passeggiate ed escursioni fra le mulattiere nei boschi ed assaporare la cucina tipica locale. L’itinerario conduce poi a Villapiana Scalo.

Imboccare la SP .158 per 1,2 chilometri fino ad arrivare all’incrocio con la strada provinciale SP.263. Svoltare a sinistra su Via Nazionale seguendo le indicazioni per la SS.106.

Palazzo storico del borgo antico di Villapiana.

Dopo qualche centinaio di metri la strada prende denominazione SP .162 e dopo circa 7 chilometri si arriva a Villapiana Scalo. In prossimità della rotatoria, svoltare a sinistra sulla vecchia SS.106 in direzione Villapiana Lido. Dopo 500 metri, svoltando a destra in una delle strade che portano al mare, si arriva in contrada Torre della Guardia. Sono qui situati i ruderi della nota Torre Cerchiara. Questa ha dato il nome, per lungo tempo, anche alla frazione ora chiamata Villapiana Scalo, e fa parte del complesso delle torri di guardia poste secoli fa sulla costa dello Jonio per prevenire gli attacchi dei pirati.

 

Continuando sulla vecchia SS.106, dopo un paio di chilometri si arriva a Villapiana Lido, luogo turistico attivo soprattutto nel periodo estivo. Continuare sulla SS.106 per circa 1 chilometro. In prossimità dell’incrocio svoltare a sinistra prendendo la SP .160 Pineta 1 e percorrerla per 5 chilometri fino a ritornare a Villapiana, termine dell’itinerario. 

La grotta delle ninfe

Le sorgenti termali calabresi hanno un’antica tradizione legata a curiose leggende e miti ancestrali: una delle più interessanti è la grotta delle Ninfe. La leggenda vuole che fosse l’alcova della ninfa Calipso; si tratta di un’incantevole grotta dotata di una fessura dalla caratteristica forma di mezzaluna, in cui di giorno s’insinua la luce del sole. All’interno è stata creata una piscina di acqua termale, diventata nel corso degli anni meta di numerosi turisti, che si mantiene costantemente sui 30°C e da cui fuoriesce un ruscello che scorre verso il mare, caratterizzato dall’inconfondibile odore di zolfo.

Il Santuario di Santa Maria delle Armi

È tra i più pregevoli complessi monumentali di origine medievale della Calabria. Si trova sulle cime del monte Sellaro, a quota 1050, nel territorio di Cerchiara, e abbraccia con lo sguardo l’intera piana di Sibari. È stato costruito nel XV secolo sullo stesso sito di un santuario del IX secolo che alcuni monaci basiliani avevano dedicato alla Madonna “della grotta” (in greco “tòn Armòn”, divenuta poi “delle armi”), ed è stato successivamente ampliato con nuovi edifici, tra cui la chiesetta ricavata interamente nella roccia. Vi è custodita l’immagine achiropita, cioè non fatta da mano d’uomo, di Santa Maria delle Armi, che, ritratta su pietra, è strettamente sorvegliata all’interno di una teca d’argento, fatta costruire intorno all’anno 1750 dal principe Pignatelli.

L’abisso del bifurto

La cavità carsica è situata a pochi chilometri da Cerchiara ed occupa il quarantesimo posto nella graduatoria delle grotte più profonde del mondo (con 683 metri di dislivello). Scende in verticale nelle viscere del Sellaro ed è meta di speleologi ed esploratori provenienti da ogni angolo del pianeta.

Appunti di viaggio

Municipio Cerchiara di Calabria

Palazzo di Città Via Antonio Caputi 87070 Cerchiara di Calabria (Cs) Telefono: 0981991007 Fax: 0981991535 www.comune.cerchiara.cs.it

Pro Loco del Sellaro

Corso Umberto I 87070 Cerchiara di Calabria (Cs) Telefono: 3331833643
Da visitare:
  • Palazzo della Piana
  • grotta delle Ninfe
  • Monte Sellaro
  • Museo del Pane
  • Chiesa di San Pietro
  • bosco dell’Acqua Rossa
  • abisso del Bifurto
  • Santuario di Santa Maria delle Armi

Municipio Francavilla Marittima

Palazzo di Città Via Mazzini, 1 87072 Francavilla Marittima (Cs) Telefono: 0981994872 Fax: 0981992300 comune.francavillamarittima.cs@legalmail.it www.comune.francavillamarittima.cs.it
Da visitare:
  • Santuario della Madonna degli Infermi
  • siti archeologici in località Timpone della Motta e in località Macchiabate
  • Museo dell'Arte Contadina

Municipio Plataci

Palazzo di Città Viale dello Sparviero, 16 87070 Plataci (Cs) Telefono: 098154011 Fax 098154100 comunediplataci@libero.it www.comune.plataci.cs.it
Da visitare:
  • Chiesa di San Giovanni Battista
  • murales
  • cappella della Madonna degli Alberi
  • bosco “La Montagnola”

Municipio Villapiana

Palazzo di Città Via Campo della Libertà 87076 Villapiana (Cs) Telefono: 0981505004 Fax: 0981505677 info@comune.villapiana.cs.it www.comune.villapiana.cs.it

Pro Loco Rocca Villapiana

Associazione Culturale Pro Loco Piazza Umberto I 87076 Villapiana (Cs) info@prolocovillapiana.it
Da visitare:
  • Chiesa di S. Maria del Piano
  • Torre Cerchiara in località Torre della Guardia (Villapiana Lido)