Musei: memoria del passato

Volti e rimembranze di un tempo che fu, testimoni del passato dell’Alto Jonio Cosentino, conservati al Museo Etnografico di Roseto Capo Spulico.

In un lembo della provincia di Cosenza, 16 borghi vantano una concentrazione di musei più che doppia rispetto alla media nazionale: un viaggio nel passato attraverso oggetti comuni, testimoni della vita di un tempo.

I sedici comuni dell ’Alto Jonio Cosentino vantano una concentrazione di musei e aree espositive superiore al doppio della media nazionale: ne incontriamo quasi uno per comune. Un primato raggiunto attraverso la salvaguardia dell’eredità etnografica e la conservazione di oggetti di una quotidianità passata. Oggetti che sono stati raccolti per testimoniare l’evoluzione della storia e il cambiamento del mondo, maturato attraverso l’esistenza di molte persone non sempre salite agli onori della cronaca. In queste affascinanti opere di conservazione ci si può immergere nella tradizione, camminando in una semplice esposizione di oggetti, oppure attraversare la ricostruzione d’interi ambienti, immaginando la vita dell’umanità che ci ha preceduti. Una comunità fatta di vite ordinarie, che tuttavia hanno determinato il mondo di oggi. Nella società tradizionale custodita in questo sistema di “museo esteso”, l’attività agricola giocava la parte preminente e la cultura agreste è il tema di molte esposizioni dell’Alto Jonio.

Oriolo: il Museo della Civiltà contadina

A ridosso delle mura di fortificazione di Oriolo, i locali del palazzo gentilizio Giannattasio (XVIII secolo) ospitano un interessantissimo Museo della Civiltà contadina: accanto ai molti oggetti d’uso quotidiano in legno e terracotta, vi si possono ammirare le meravigliose decorazioni murali del palazzo e una tipica cucina del Settecento napoletano (Napoli costituisce l’area d’origine dei proprietari). Nelle ampie sale gli oggetti sono disposti secondo una sequenza di ambiti e settori, per ripercorrere gli usi e le conoscenze della società agricola e artigiana di Oriolo. Inoltre una raccolta di antichi abiti è esposta nel Castello, uno dei meglio conservati della rete di rocche e torri di guardia dell’entroterra calabro. Una meta da non perdere soprattutto durante le estemporanee rievocazioni storiche di Oriolo.

Francavilla Marittima: il Museo dell’Arte contadina

Macchina da cucire d’epoca

Un altro esempio di tutela dell’eredità culturale contadina si trova a Francavilla Marittima. Si possono rivivere le antiche tradizioni locali, le abitudini e i rapporti personali, incarnati negli strumenti della quotidianità di un tempo. Si parte dalla casa del contadino, con l’esposizione di una semplice cucina e di una stanza da letto. L’arredamento è povero, lo stretto necessario: un tavolo, sedie impagliate, una credenza con pochi oggetti al suo interno e un semplice letto realizzato con assi di legno. Si passa poi agli attrezzi della fabbricazione artigianale: gli arnesi del calzolaio, del fabbro, del pastore, nonché gli utensili agricoli, principalmente in legno ma con alcune eccezioni in metallo. Al termine del percorso la sezione conclusiva è dedicata alle moderne creazioni degli artisti contemporanei. Il Museo dell’Arte contadina (in attesa di apertura all’atto di pubblicazione della monografia, anno 2012), s’insedia nell’ex Mercato Coperto di proprietà comunale.

Roseto Capo Spulico: il Museo Etnografico della Civiltà contadina

Fotografie, ricordi e oggetti del passato

Roseto è un borgo affascinante posto di fronte al mare. Il museo si trova in un’imponente costruzione risalente alla dominazione normanna, nel centro del paese, voluta da Roberto il Guiscardo. Nelle sue sale oltre 2000 reperti sono stati salvati dall’oblio grazie a una paziente opera di raccolta effettuata da un ex emigrato per 24 anni nelle miniere della Germania, Leonardo Salamone, che tutt’ora ne è custode. Il Museo è un autentico monumento alla memoria storica, rivissuta in un percorso costellato di oggetti d’uso comune, un viaggio che usa le fasi della vita umana come metafora della Storia. Si parte dai giocattoli e da una classe scolastica, completa di banchi e lavagna, per arrivare agli attrezzi della vita agricola e artigianale: i banchi del falegname, del fabbro, del barbiere e infine il telaio. Accanto a Roseto antica, il Museo celebra anche alcuni famosi concittadini contemporanei, come il due volte oro olimpico di Sidney Domenico Fioravanti o il poeta e scrittore Dante Maffia, fondatore delle riviste “Policord” e “Poetica”, i cui libri sono stati tradotti in molte lingue.

Il Museo etnografico “Ludovico Noia”

Un’ulteriore forma di tributo alla memoria si trova nel comune di Trebisacce. Qui la cultura contadina viene raccontata attraverso uno dei suoi prodotti più preziosi: l’olio. Il Museo Ludovico Noia dell’Arte Olearia e della Cultura contadina nasce dal restauro di un antico frantoio, attivo dal 1934 al 1986, nel centro storico del paese. Suddiviso in tre grandi sale, espone attrezzi per la molitura delle olive, vasche per la raccolta dell’olio, oggetti della cultura contadina, il tutto raccontato con didascalie puntuali. È meritoriamente gestito dall’Associazione “Ludovico Noia”, impegnata anche nel recupero delle tradizioni del territorio. Accanto all’attività istituzionale di raccolta e conservazione della memoria storica, il Museo realizza numerose iniziative didattiche (non riservate unicamente alle scuole), giornate di studio, di ricerca e di documentazione. Gli ambiti d’interesse sono principalmente di carattere storico, linguistico e antropologico, orientati alla promozione e allo studio dell’olio, della sua importanza e della sua certificazione.  A Canna si sta attivando un programma che celebra l’olio d’oliva come prodotto principe dell’agricoltura locale.

Mulini & frantoi

Il comune di Canna mira al recupero e riconoscimento di due produzioni agroalimentari alla base della dieta mediterranea: l’olio d’oliva e il grano da cui deriva il pane. Questi prodotti tipici rappresentano un bene culturale ancor prima di una risorsa economica perché hanno tracciato le abitudini alimentari della gente dell’Alto Jonio Cosentino e ne hanno “disegnato” il paesaggio, soprattutto a Canna dove si registrava un gran numero di frantoi e mulini, oltre ad un ingegnoso sistema idraulico di vasche e chiuse che rendeva costante il flusso d’acqua indipendentemente dai capricci del torrente Canna. Questo importante patrimonio storico-culturale è stato parzialmente salvaguardato grazie alla lodevole azione di restauro di un mulino a ruota orizzontale dei primi del 1700. Un secondo mulino d’inizio Ottocento – recuperato sempre grazie all’interesse dell’amministrazione comunale di Canna – segna l’evoluzione di un’epoca, ossia quella della seconda industrializzazione: l’innovazione del motore termico consentiva un flusso di molitura costante nelle ventiquattro ore. Il mulino azionato da un motore a carbone è inserito in un edificio più ampio, il “Palazzo delle Culture”, interamente visitabile. Un terzo testimone della cultura e dell’economia locale è un frantoio a sangue (trazione animale), perfettamente conservato, utilizzato sino a cinquanta anni fa. È di proprietà privata ma – in un accordo programmatico con l’amministrazione comunale – compreso a pieno titolo nel progetto de “Le Vie del Pane”. La vocazione olearia di Canna è riprovata anche da uliveti secolari dove alcuni esemplari vantano più di seicento anni: uno spettacolo della Natura che con le loro forme contorte realizza autentiche sculture viventi.

Personaggi

Testimonianze di storia della Medicina conservate al Museo Chidichimo.

Il mondo evolve gradualmente attraverso l’opera discreta di persone “comuni”, oppure procede con nette discontinuità grazie al contributo di personaggi illustri: uomini capaci d’innovazioni radicali e improvvise. A questi pionieri l’Alto Jonio Cosentino dedica due realtà celebrative: la prima si trova ad Alessandria del Carretto ed è costituita dal Museo Chidichimo e dalla bellissima Biblioteca di Storia della Cardiochirurgia, la seconda è il Museo delle Cere di Rocca Imperiale.  Nella prima vi sono raccolti i lasciti dello scienziato al suo paese d’origine. Nato proprio ad Alessandria del Carretto, il dott. Chidichimo ebbe una folgorante carriera medica e alla sua morte nel 1998 lasciò l’intero contenuto del suo studio romano all’amministrazione comunale alessandrina, che acquisì allo scopo una degna sede. In essa si possono osservare i molti strumenti medici d’epoca, una nutrita collezione di statue e opere d’arte, e un impressionante mappamondo antico con notazione delle costellazioni; l’adiacente Biblioteca di Cardiochirurgia conserva un inestimabile patrimonio culturale e scientifico, che attraverso testimonianze dirette, libri, filmati e diapositive, illustra l’evoluzione di circa un secolo di scienza medica.  Il secondo esempio di celebrazione delle “autorità” storiche s’incontra a Rocca Imperiale, nel Museo delle Cere, ospitato nei locali dell’antico Monastero cinquecentesco dei Frati Osservanti. Qui sono infatti conservate ed esposte le statue in cera di personaggi storici realizzati a grandezza naturale; vengono inoltre ricostruiti una serie di eventi fondamentali per la città di Rocca Imperiale e per l’area circostante. All’interno di queste sale si va da Federico II di Svevia a De Gasperi, da Mussolini a Che Guevara, da Madre Teresa di Calcutta a Rita Levi Montalcini, da Giuseppe Verdi a Totò. La suggestione dell’edificio sacro e il realismo delle statue assicurano una visita emozionante, difficile da dimenticare.

L’ecomuseo del paesaggio Valle del Raganello

L’Ecomuseo del Paesaggio Valle del Raganello è un’area espositiva a cielo aperto che mostra il risultato dell’azione dell’uomo sul territorio. In esso si propone il recupero di vecchi fabbricati, di antichi itinerari ecologici e naturalistici, la valorizzazione dei saperi tradizionali, della storia e delle testimonianze archeologiche. I sei comuni impegnati nel progetto sono Civita, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria, San Lorenzo Bellizzi, Alessandria del Carretto e Plataci: straordinari borghi montani sul versante calabrese del Parco del Pollino, ognuno con peculiari risorse paesaggistiche, naturalistiche e storiche. Nella Valle del Raganello è possibile sperimentare una prospettiva di sostenibilità ecocompatibile: la ricchezza di risorse ambientali, la bellezza dei paesaggi produttivi agricoli, la storia e l’archeologia, la tradizione degli antichi mestieri, il folklore la rendono un modello ideale per assaporare una vita veramente a misura d’uomo. In essa coesistono la comunità italo-albanese di Civita e i centri montani imperdibili come Alessandria del Carretto, Cerchiara di Calabria, San Lorenzo Bellizzi. Antichissimi borghi, testimoni di una lunga storia e ricchi di risorse archeologiche come Francavilla Marittima si alternano a preziose risorse naturalistiche. Sulle gole scavate dal Raganello ha infatti ripreso a volare il grifone, un avvoltoio di grandi dimensioni, recentemente reintrodotto con un programma che coinvolge alcune decine di individui.

Il complesso museale di Rocca Imperiale

Museo Scientifico del Mare

Negli edifici di un antico convento in tipico stile francescano (recentemente riportato allo splendore originario), si trova un complesso museale, sorprendente per ricchezza e varietà delle raccolte esposte. Accanto al più famoso Museo delle Cere si trovano altre 7 esposizioni permanenti con temi differenti: la sala che ospita personaggi a grandezza naturale come Polifemo, il Minotauro e Medusa (museo Mitologico); reperti naturalistici come fossili, conchiglie e resti di cetacei (museo Scientifico del Mare); esposizione di attrezzi dell’epoca, unità di misura, atti e regole (museo Medievale); minerali provenienti da tutto il mondo (museo Mineralogico); esposizione di antiche ricette e forme particolari (museo del Sapone); una collezione di presepi provenienti dai cinque continenti e reperti a tematica religiosa (museo Misto) e il museo Araldico. Accanto alle mostre già allestite, si prevede la realizzazione della sezione dedicata agli Artropodi e dei Fregi, con medaglie e gradi d’epoca.

I murales dell’Alto Jonio

Scorcio di Alessandria del Carretto.

Non solo la tradizione, ma anche l’arte figurativa trova spazio fra le esposizioni dell’Alto Jonio Cosentino. Ad Alessandria del Carretto, all’interno della manifestazione “Radicazioni – Festival delle culture tradizionali” di metà agosto, si svolge un

Opere di Antonio Sassone

raduno di pittori di murales che realizzano le loro opere per le vie del paese. Ad Amendolara la sala consigliare ospita una selezione d’importanti opere del famoso Antonio Sassone (Amendolara 1906, Buenos Aires 1983), pittore, scultore, poeta e autore di murales, laureato alla “Scuola Superiore di Belle Arti della Nazione Argentina”.

Nel museo del pane e della civiltà contadina di Cerchiara

Strumenti dell’antico mestiere dei fornai.

Ubicato nel centro del borgo medievale di Cerchiara, è ospitato nell’edificio di un antico mulino, probabilmente fondato nell’Ottocento. Vi sono conservati gli antichi strumenti di legno, utilizzati per la panificazione, e manichini a grandezza naturale che rappresentano il mugnaio e il panettiere durante le varie fasi di lavorazione. Si parte dal chicco di grano per giungere alle varie forme di pane, anch’esse visibili in una sezione apposita.

 

 

 

Da visitare

  • Museo della Civiltà contadina - Oriolo

    Comune: Oriolo Telefono: 0981930871 (Comune) Orario di apertura: 10:00/12:00 – 15:00/18:00 Giorno di chiusura: Domenica (apertura su prenotazione). Ingresso: A pagamento. Visite guidate: Previste su prenotazione. Il museo è in restauro Come arrivare: A3 SA- RC, uscita Frascineto-Catrovillari, segue la SS.106 per Sibari - Villapiana – Trebisacce, fino ad Amendolara, dopo due chilometri prendere la SS.481 per Oriolo. A.14 BO – TA,uscita Palagiano, segue la SS.106 Jonica per Reggio Calabria fino Roseto CapoSpulico, dopo un chilometro prendere la SS.481 per Oriolo.
  • Castello di Oriolo

    Comune: Oriolo Ubicazione: Via Roma Telefono: 0981930871 (Comune) Orari di apertura: dal lunedì al venerdì: dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,30 alle 19,30 il sabato e la domenica: dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 15,30 alle 19,30. Giorno di chiusura. Domenica (apertura su richiesta). Ingresso: A pagamento (€ 2 per gli adulti ed € 1 per i ragazzi di età inferiore ai 18 anni). Visite guidate: Previste su prenotazione. www.comune.oriolo.cs.it
  • Museo dell’Arte contadina - Francavilla Marittima

    Comune: Francavilla Marittima Via Vittorio Emanuele III Telefono: 0981994872 Cell. 3200865626 (Francesco Celestino, referente per visite). Orario di apertura: 9:00/12:00 – 16:00/19:00 tutti i giorni. Ingresso: Gratuito. Visite guidate: Previste. Come arrivare: Dalla SS.106 si prende l’uscita per Cerchiara di Calabria –Castrovillari, si prosegue fino a Francavilla
  • Museo Etnografico della Civiltà contadina - Roseto Capo Spulico

    Comune: Roseto Capo Spulico Via Niccolò Converti Telefono: 0981913085  Cell. 3406476151 (Sig. Leonardo Salamone,presidente e referente scientifico). Orario di apertura: 9:00/13:00 –16:00/21:00 Ingresso: Gratuito. Visite guidate: Previste su prenotazione. Come arrivare: Dalla SS.106, all’altezzadel Castello di Roseto C.S., si svolta per Roseto Centro. Il museo si trova in Piazza Giovanni XXIII - Palazzo Municipale
  • Museo etnografico “Ludovico Noia”dell’Arte Olearia e della Cultura contadina

    Comune: Trebisacce Via dei Massari Telefono: 3389510816 (Piero de Vita, direttore del Museo) www.trebisacce.net Museo privato. Prenotazione obbligatoria nella stagione invernale per i giorni feriali. Orario di apertura: In estate 10:00/13:00 – 16:30/21:00 (prolungabile su prenotazione). In inverno sabato e domenica 10:00/13:00 – 15:30/19:00 (apertura Lunedì e Venerdì su prenotazione). Nella stagione invernale il Museo è visitabile solo sabato e domenica (stessi orari estate). Ingresso: Gratuito. Visite guidate: Previste. Come arrivare: Dalla SS.106 si prende l’uscita verso Trebisacce centro storico. Il museo si trova in Via dei Massari ed è accessibile a piedi. Parcheggio in Piazza Calvario oppure Piazza Ferrari, dietro la Chiesa Madre.
  • Museo “Chidichimo”

    Comune: Alessandria del Carretto Via Difisella Telefono: 098153006 (Comune) Orario di apertura: Su richiesta. Giorno di chiusura: Domenica. (apertura su prenotazione) Ingresso: Gratuito. Visite guidate: Previste. Come arrivare: Dalla SS.106 si prende l’uscita Trebisacce Nord – Albidona e si prosegue per Alessandria del Carretto.
  • Complesso museale di Rocca Imperiale

    Comune: Rocca Imperiale Via Monastero Telefono: 0981933388 www.museodellecere.net Museo privato in convento di proprietà comunale. Orario di apertura: Inverno, dal lunedì al venerdì 16:00/19:00. Estate, dal lunedì al venerdì 18:00/21:00. Festivi 10:00/13:00 – 16:00/20:00 Giorno di chiusura: Martedì. Ingresso: A pagamento. Visite guidate: Previste su prenotazione. 2 ore. Come arrivare: Dalla SS.106 si prende l’uscita per Rocca Imperiale e si prosegue per il centro storico.
  • Museo del Pane e della Civiltà contadina

    Comune: Cerchiara di Calabria Via Monte Bello Telefono: 0981991408 www.comune.cerchiara.cs.it Orario di apertura: Inverno, 8:00/14:00, su richiesta. Estate 09:00/13:00 – 15:00/18:00 Visite guidate: Su prenotazione. Come arrivare: Dalla SS.106 si prende l’uscita Villapiana Scalo – Cerchiara –Castrovillari, seguendo le indicazioni per Cerchiara di Calabria.
  • Sala consigliare del Comune di Amendolara - opere di Antonio Sassone

    Comune: Amendolara Piazza Sassone, 3 Telefono: 0981911050 www.comune.amendolara.cs.it Orari di apertura: Accessibile negli orari di ufficio. Lunedì e giovedi anche dalle 16.00 alle 18.00. Come arrivare: Dalla SS.106 uscita Amendolara Scalo e proseguire per Amendolara centro storico.