Alto Jonio Cosentino: come quando perché

L’Alto Jonio Cosentino è un patrimonio di arte, natura, cultura e tradizioni incorniciato da un paesaggio altamente suggestivo. Un percorso mare-monti alla scoperta di una terra accogliente e ospitale, meta ideale di un turismo sostenibile e responsabile. 

Tra le bellezze naturali che si possono incontrare nel territorio dell’Alto Jonio Cosentino non sono rari gli alberi monumentali, in particolare gli ulivi secolari presenti in gran numero e, sorprendentemente, spesso a distanza molto ravvicinata gli uni con gli altri.

Al confine con la basilicata, tra le maestose cime del pollino e le limpide acque dello jonio, attraversato da sorgenti d’acqua purissima e circondato da una natura incontaminata, sorge un territorio complesso e articolato, dalla forte impronta agricola e rurale. Approdiamo nella parte più settentrionale della Calabria, sul versante jonico della provincia di Cosenza, in una terra dalla storia nobile e millenaria, colonia di grandi civiltà di cui tuttora si fa scrigno prezioso conservandone architetture e tradizioni. La magnificenza dei coloni greci, la dura dominazione romana, la ricca cultura bizantina, il dominio normanno, svevo e spagnolo fino ad arrivare all’Unità d’Italia e ai difficili decenni successivi, hanno definitivamente segnato l’identità di quest’area e della sua gente, oggi raccolta in caratteristici centri costieri e montani dalle diverse peculiarità morfologiche e strutturali. Piccole oasi di pace e serenità in cui vivere in sincronia con la natura, ritrovare gli odori e i sapori di un tempo lontano, perdersi nel labirinto storico di vicoli intrisi di sacralità e misticismo.

Natura verde e azzurra

Il pino loricato, un altro dei giganti verdi dell’Alto Jonio Cosentino, può raggiungere dimensioni imponenti.

Come una tavolozza di pittore questa terra accoglie, mescolandole, le tinte della natura selvaggia e i dolci e delicati colori del mare, in un vortice di intense e vivaci sfumature. Sintesi suggestiva di diversi elementi paesaggistici, l’Alto Jonio Cosentino trova espressione nella tipicità delle sue rocche, nelle cime impervie del Massiccio del Pollino, nell’azzurro dello Jonio, nelle valli sconfinate, nelle profonde grotte e nelle numerose fiumare; un gioiello naturalistico preservato in diverse “Zone a Protezione Speciale” destinate alla salvaguardia della biodiversità. Il consiglio è di passeggiare alla scoperta delle suggestive località che questa terra propone: il bosco di Straface ad Amendolara; il monte Mostarico con il suo incantevole panorama ad Albidona e Trebisacce; la grotta delle Ninfe, antica fonte di acqua sulfurea che sfocia oggi in una piscina termale in Cerchiara di Calabria; le gole di Raganello, immerse in una natura selvaggia e incantata presso San Lorenzo Bellizzi; le purissime sorgenti di Plataci. Centro di notevole interesse geologico, l’Alto Jonio Cosentino ospita, lungo tutto il territorio di confine tra Calabria e Basilicata, il “Flysch di Albidona”, un imponente complesso sedimentario che in questo territorio registra gli affioramenti più cospicui. Il naturale percorso mare-monti conduce alla scoperta dei meravigliosi fondali marini che rendono i comuni costieri perfette mete balneari; si potrà scegliere tra le marine di Amendolara, Rocca Imperiale, Montegiordano, Villapiana e Roseto Capo Spulico e Trebisacce, uno dei mari “più belli d’Italia”.

Borghi autentici

Il borgo medievale di Oriolo nacque come rifugio per gli abitanti della costa, in fuga dalle incursioni dei Saraceni, e oggi conserva intatto il suo antico fascino

La rinomata ospitalità di queste terre e dei suoi abitanti guida il turista in un viaggio “esperienziale” ed emozionale, un percorso di con-divisione che consente di vivere la destinazione a 360 gradi. L’Alto Jonio Cosentino è un tripudio di rocche e piccoli borghi medievali di estrema bellezza, ancorati alla semplicità e alle antiche tradizioni ereditate dal passato, cosicché intrattenersi con chi ha qualche ruga in più sul viso è sicuramente il modo migliore per conoscerli e apprezzarli. La scoperta dei borghi può partire da Cerchiara di Calabria e Francavilla Marittima, entrambe immerse nell’area del Parco Nazionale del Pollino insieme San Lorenzo Bellizzi e membri dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia; la prima, celebre per il Santuario della Madonna delle Armi, fu resa nell’alto Medioevo la rocca meglio fortificata contro gli attacchi bizantini. Adagiata su di un costone staccatosi dal monte Sellaro, è una perla fatta di vicoli, rioni dai nomi antichi, abitazioni rivestite in pietra viva ricche di logge e scale esterne. Tra il monte Sellaro e la valle del Raganello sorge invece Francavilla Marittima, ricca di chiese, palazzi storici e suggestivi scorci panoramici; numerosi reperti archeologici portati alla luce fanno supporre che su queste stesse terre fosse ubicata l���antica Lagaria, fondata da Epeo, costruttore del cavallo di Troia. Il viaggio prosegue alla scoperta di Rocca Imperiale, Castroregio, Oriolo e Roseto Capo Spulico.

Aspetto umano e archeologia

Una delle innumerevoli testimonianze archeologiche conservate al Museo Vincenzo Laviola, ad Amendolara: su tutto il territorio sono presenti ampie tracce di un passato legato all’antica città magnogreca di Sybaris.

Nell’Alto Jonio Cosentino si respira un’aria arcaica, di quelle che fanno tornare alle origini, alla semplicità del vivere. Gli antichi riti ereditati dal passato, carichi di spiritualità e significato, rivivono in particolare durante le feste popolari: l’innalzamento della “‘ndinna” durantela festa di Sant’Antonio ad Albidona; la festa della Pita e il carnevale di Alessandria del Carretto; il “fuoco di Sant’Antonio Abate” a Canna; le usanze arbëreshe in occasione della festa della Madonna di Costantinopoli (Plataci) e di San Rocco (Castroregio); i grandi falò tradizionali di Amendolara, i “fucarazzi”. La tradizione rivive, altresì, nelle opere realizzate dall’Artigiano d’Arte: scalpello, coltellino, tornio a ruota e telaio a mano danno vita a capolavori unici impreziositi da motivi e disegni millenari. Ricordiamo le pregiate realizzazioni tessili e la manifattura di strumenti musicali popolari realizzata a Castroregio e Alessandria del Carretto(zampogne a chiave, surdilli, ciaramelle), le delicate ceramiche di Canna e l’artigianato del ferro battuto di Francavilla Marittima. Il bagaglio di conoscenze è tuttora tramandato da racconti, canti popolari, poesie d�����indubbio valore artistico, testimonianze di un’importante cultura secolare, documentata da numerosi reperti qui ritrovati e custoditi. L’importante patrimonio storico si concentra nel Parco Archeologico di Timpone della Motta e Macchiabate(Francavilla Marittima), nell’area di Broglio a Trebisacce e in Contrada Menzinaro a Montegiordano. Una preziosa e ricchissima collezione di reperti è in mostra al Museo Archeologico Statale V. Laviola di Amendolara e al Museo Epeo di Nocara.

Soste di piacere

Il litorale di Roseto Capo Spulico, dove le limpide acque dello Jonio incontrano una città ricca di testimonianze storiche di un passato millenario.

L’enogastronomia è caratterizzata da piatti unici dal sapore intenso, essenza della tradizione popolare e della società contadina; ingredienti di eccelsa qualità, provenienti dai campi e dagli allevamenti (ossigeno dell’economia locale),concorrono alla creazione di specialità “povere” ma gustosissime. Tra le eccellenze, i limoni di Rocca Imperiale, il ���Biondo Tardivo” di Trebisacce (pregiate arance inserite nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali PAT calabresi), le pere, i fichi e le luculliane ciliegie di Roseto Capo Spulico, i piselli e le fave di Amendolara, l’olio e il pane di Cerchiara di Calabria, sede del Museo del Pane. L’area alimenta la produzione di ottimi insaccati, basti citare la “sazizza” leggermente piccante di Albidona.

Outdoor a 360 gradi

Nocara, uno dei comuni più settentrionali dell’intera Calabria, vanta un eccellente stato di conservazione dei suoi edifici storici.

Consigliato in particolare a chi ama il trekking e l’escursionismo in generale, l’Alto Jonio Cosentino è l’ideale per praticare diversi sport: meta di alpinisti, appassionati di torrentismo, rafting, sci di fondo, mountain bike e speleologia. Il bosco dell’Acqua Rossa, nel pianoro del monte Sellaro, è meta obbligata per gli amanti del trekking e della mountain bike; il suggestivo sentiero “Scala di Barile”, che attraversa trasversalmente a strapiombo la parete meridionale delle Gole Alte del Raganello, rappresenta invece il percorso ideale per scoprire i luoghi più spettacolari del Parco Nazionale del  Pollino. Speleologi ed escursionisti potranno esplorare i sentieri del Parco Comunale archeologico-speleologico della Cessuta e le numerose cavità nella zona di Cerchiara di Calabria; tra queste l’Abisso del Bifurto, riconosciuto come uno degli abissi più profondi del mondo. I sub esperti e gli amanti delle immersioni non potranno perdere la famosa “Secca di Amendolara”, che secondo la leggenda sarebbe la mitica isola di Ogigia in cui la ninfa Calipso tenne prigioniero Ulisse.

Propositi futuri

La “keza”, prezioso fermaglio intarsiato da elaborati ricami con il filo in argento con cui si fermano complesse acconciature nuziali dietro la nuca della sposa arbëreshe.

La volontà di salvaguardare questo immenso patrimonio paesaggistico-culturale ha coinvolto i comuni dell’area in una serie di iniziative finalizzate alla valorizzazione delle specificità locali e allo sviluppo di un turismo sostenibile rispettoso dell’essenza dei luoghi e delle persone. Questa fase di sviluppo prevede la riqualificazione dei borghi nel tentativo di rilanciare le più autentiche risorse del comprensorio; il recupero dei valori identitari da parte delle giovani generazioni; interventi a sostegno dell’attività artigiana destinati a rilanciare mestieri sempre più rari; l���istituzione di itinerari storici, culturali, religiosi ed enogastronomici che permettano una fruizione responsabile del territorio; la promozione di attività sportive compatibili (snorkeling al largo dei fondali, scubadiving alla scoperta dei relitti nautici nella zona di Amendolara, equitazione nei letti delle fiumare, sci di fondo lungo la strada Farneta Alessandria del Carretto).