Chiesa Visitazione Beata Vergine Maria

Fu istituita nel 1964, venne retta nei primi anni dal parroco del paese Don Francesco Guarino,
in seguito dal Natale del 1967 all’Agosto del 1984 venne guidata dai padri Stimmatini, per poi essere affidata all’attuale parroco della marina Don Mario Nuzzi.
Prima della costruzione, della maestosa opera architettonica odierna, era adibito a chiesa un capannone di fortuna.
Il 4 Agosto del 2001, finalmente terminano i lavori e venne finalmente inaugurata la nuova Chiesa, i cui lavori di messa in opera vennero seguiti in un primo momento dall’Architetto Affuso e poi in seguito dall’Architetto Forace.
Data la modernità delle forme architettoniche e la diffusione del verbo di Dio espressa mediante una ricercata sensibilità artistica, fanno della Chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria una delle bellezza artistiche più prestigiose e rare di tutto l’Alto Ionio Cosentino.
La Struttura esterna ha la forma di una nave orientata verso il porto, questo a testimonianza che la chiesa deve essere la nave che conduce i fedeli verso la via celeste.
All’interno la struttura assume una configurazione ad anfiteatro, in modo tale che i fedeli possano godere di un’ottima visuale per seguire al meglio le celebrazioni liturgiche.
La volta è in legno lamellare e crea forme geometriche che danno un senso dinamico e di mobilità.
Vista in tutta la sua profondità l’edificio ricorda una sorta di navicella spaziale che si eleva verso il cielo.
All’interno l’intera struttura è costernata di opere d’arte di grande valore: partendo dal portone d’ingresso realizzato unicamente in bronzo, opera dell’architetto Alessia Varallo, decorato con due bassorilievi , uno raffigurante la Crocifissione, l’altro la Resurrezione del Cristo.

La scelta di queste due raffigurazioni, non è casuale, ma vuole esser un promemoria per i fedeli per rammentare loro il vero motivo per cui si recano in Chiesa: “ annunciare la morte di Gesù e proclamarne la sua resurrezione”.
Il Tabernacolo , opera dell’architetto Antonio de Prosperis, è stato interamente realizzato in loco, intagliando a mano le tessere che formano il mosaico (pregiato materiale vitreo proveniente da Murano).
Questo splendido collage, crea, grazie alla luce solare che penetra dall’esterno, uno straordinario gioco di colori ; al centro della porta si trova un cuore pulsante argentato che testimonia l’amore di Dio per gli uomini. Esaminando accuratamente la raggiere del mosaico crea grattacieli e casupole a testimoniare il fatto che la luce Divina illumina sia le grandi metropoli sia i piccoli villaggi.
Il Paliotto dell’Altare anch’esso costruito in bronzo e che raffigura l’istituzione dell’eucarestia (opera dell’architetto Salvo).
Dietro di esso è collocato il Presbitero (architetto Forace) in marmo con sedia occupata da chi celebra le funzioni, raffigura il colle del calvario sul quale si erige maestoso il Crocifisso di 2,5 metri , opera dell’artista Cagni .
Contrariamente a quando si osserva in altre raffigurazioni, in questo caso l’artista ha voluto rappresentare il Cristo sulla croce non con una espressione soffrente, ma bensì sorridente, serena per trasmettere a chi lo osserva un rinnovato sentimento di speranza nel cammino Cristiano.
In prossimità dell’Altare anch’esso costruito in bronzo, è possibile osservare un Ambone, anche questo opera del Salvo, a forma di Biga e raffigurante i simboli degli evangelisti dei quattro evangelisti: l’aquila, il leone. Il bue e l’angelo.
A ridosso dell’ambone è collocato il Battistero, con la base in bronzo a tuttotondo, raffigurante una colomba (emblema dello Spirito Santo) che sorregge una grossa coppa in marmo avente le stesse tonalità cromatiche dell’altare, sormontata da un coperchio sempre in bronzo che reca all’estremità un basso rilievo.
(fonte: Sito ufficiale del Comune di Rocca imperiale http://www.comune.roccaimperiale.cs.it)